| Città delle Marche, capoluogo della provincia di Pesaro e Urbino, situata a 11 metri sul livello del mare lungo il litorale adriatico, sulla sponda destra del fiume Foglia. Nell'impianto urbanistico è ancora possibile rilevare la caratteristica impostazione a scacchiera della città romana; tale struttura rettangolare venne conservata fino ai primi secoli del Medioevo. In seguito l'insediamento si estese sia verso S sia verso il Foglia con quartieri che furono poi inglobati nella cerchia muraria comunale. Nel settore orientale dell'abitato fu eretta in età sforzesca (sec. XV) la Rocca; e nel secolo seguente la città, sotto Francesco Maria della Rovere, fu racchiusa entro una nuova cinta difensiva dalla planimetria pentagonale. Dotata di un importante porto-canale i cui lavori per la sua costruzuione ebbero inizio nel sec. XVII e furono portati avanti nel secolo seguente, ma solo nel sec. XIX fu creato un nuovo porto ottenuto con lo sbarramento e la deviazione più a N della foce del Foglia. MOlto Sviluppato è il turismo balneare, che dispone di adeguate attrezzature ricettive e di svago. Antichissima città italica, appartenne ai Piceni, agli Etruschi e ai Galli Senoni. Conquistata dai Romani nel 184 a. C., durante il secondo triumvirato accolse una colonia di veterani di Ottaviano e di Antonio e prese il nome di Colonia Julia Felix Pisaurum. Dopo la caduta dell'Impero subì stragi e devastazioni dai barbari e venne incendiata da Vitige (539). Passata sotto i Bizantini e ricostruita a opera di Belisario (544), con Ancona, Fano, Rimini e Senigallia formò la Pentapoli marittima alle dipendenze dell'esarca di Ravenna. Contesa fra Bizantini e Longobardi (sec. VIII), sotto Astolfo venne occupata da Pipino re dei Franchi e quindi donata a papa Stefano II (756). Da allora nominalmente soggetta alla Chiesa, ma di fatto sottoposta ad alterne dominazioni, nel sec. X si eresse a comune governato prima da consoli (987) e poi da podestà (1200). Agli inizi del sec. XIII fu infeudata agli Estensi, margravi imperiali della marca d'Ancona, e dal 1259 fu sottoposta al diretto governo di Manfredi. Riconquistata dal papa (1266) e data in feudo ai Malatesta, rimase sotto il dominio di questa famiglia quasi ininterrottamente dal 1285 al 1445 quando Galeazzo Malatesta, non sapendo difendersi da Sigismondo da Rimini, la vendette ai Visconti. Brevemente occupata dal Valentino (1500-03) e ritornata ai Visconti sino al 1512, la città fu poi concessa in feudo ai duchi di Urbino che la tennero fino al 1631, anno in cui, per la morte di Francesco Maria della Rovere, ritornò sotto l'effettivo e diretto dominio della Chiesa. Nel 1796 venne conquistata dai Francesi e aggregata dapprima alla Repubblica Cisalpina (1797-99) e poi, dopo un effimero ritorno pontificio, al Regno italico. Restituita al papa, con la caduta di Napoleone, nel 1860 venne conquistata dalle truppe piemontesi del Cialdini ed entrò a far parte del nuovo Regno d'Italia. Numerosi edifici medievali e rinascimentali attestano lo sviluppo urbanistico della città nei sec. XIII-XVI. Oltre alla cattedrale, probabilmente eretta su un tempio romano, con facciata gotica (sec. XIII), si ricordano le chiese romanico-gotiche (sec. XIV) di S. Agostino con bel portale gotico del 1413, S. Francesco e S. Domenico. Il maggior centro urbano e monumentale è la piazza del Popolo, dove sorgono il Palazzo Ducale (sec. XV-XVI), dalle semplici forme rinascimentali, e il municipio. La Rocca Costanza (1474), costruita su disegni di L. Laurana, costituisce un notevole esempio di architettura militare marchigiana. La villa dell'Imperiale (sec. XV-XVI) sulla collina di San Bartolo all'interno è decorata con affreschi di G. Genga, Perin del Vaga, D. Dossi, ecc. Nel sec. XVII fu scavato il caratteristico porto-canale. Il Museo Civico di Pesaro conserva, tra gli altri dipinti, la celebre Incoronazione della Vergine di Giovanni Bellini e una rara collezione di maioliche (opere di Mastro Giorgio, di N. Pellipario, ecc.). Pesaro fu anche un importante centro ceramico già in età prerinascimentale. In un primo periodo (1396-1540 ca.) le fornaci produssero piatti e coppe decorate con una parca tavolozza orchestrata sui toni dell'azzurro cobalto, del giallo e del verde rame secondo lo stile detto “persiano”. Nel secondo periodo (1540-75 ca.) s'impose lo stile “istoriato” di maestri quali Gerolamo di Lanfranco da le Gabicce e di Orazio Fontana, caratterizzato dal frequente uso del color arancio con lustro giallo vivo. Nel terzo periodo (dalla seconda metà del Settecento sino alla fine dell'Ottocento) fiorirono le manifatture Casali e Callegari, con una produzione ispirata alla tradizione locale o a modelli stranieri. Tra le biblioteche, la Oliveriana, fondata da A. degli Abati Olivieri, fu aperta al pubblico nel 1795. Possiede ca. 95.000 volumi e opuscoli, 856 incunaboli, 2024 manoscritti, tra cui importanti autografi di Mamiani e di Perticari. A Pesaro si svolge dal 1965 con periodicità annuale una mostra del nuovo cinema, dedicata in modo particolare alla produzione dei Paesi dell'Est e del Terzo Mondo.Vi si svolge inoltre dal 1980 il Rossini Opera Festival, dedicato alle opere di G. Rossini; la manifestazione ha acquisito fama internazionale per avere riproposto in prima esecuzione moderna molte dimenticate partiture di Rossini (soprattutto drammatiche), in collaborazione con la Fondazione Rossini, che cura, secondo moderni criteri musicologici, le edizioni critiche delle partiture.
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