| Città della Calabria, fino al 1928 si chiamò Cotrone. Capoluogo della provincia omonima, posta a 8 m sul litorale ionico, alla destra della foce del fiume Esaro. L'abitato rivela nella sua struttura le due principali fasi del suo sviluppo storico: a est, su un'altura che si protende nello Ionio con un pendio assai ripido, si raccoglie il nucleo urbano più antico, che occupa l'area del primitivo insediamento ellenico e che ora è racchiuso entro la cerchia delle mura medievali; a ovest si stendono i quartieri più recenti, costruiti a partire dal 1870 e caratterizzati da strade rettilinee e da una planimetria regolare. Il porto, il più importante fra quelli della costa calabrese bagnata dallo Ionio, accanto all'attività peschereccia ha un vivace traffico di merci Sempre più valorizzate sono le potenzialità turistiche della zona. Fondata da coloni achei e corinzi nel 743 o nel 710 a. C., secondo due diverse tradizioni, fu nota per i suoi atleti. Fondò alcune subcolonie, tra cui forse Caulonia, e raggiunse notevole potenza. Fu nemica di Locri, dalla quale fu sconfitta in una celebre battaglia al fiume Sagra (seconda metà del sec. VI a. C.), e di Siri, alla cui distruzione partecipò (ca. 530-525 a. C.) con Sibari e Metaponto. Negli ultimi decenni del sec. VI si formò in Crotone un governo aristocratico di pitagorici che portò la città a estendere la sua supremazia su tutto il Bruzio. Pitagora, deluso dai Crotoniati, passò poi a Metaponto ma, ormai affermatasi, la città consolidò la sua potenza con la distruzione di Sibari (510). Abbattuto il governo dei pitagorici e instauratosi un governo democratico, Crotone decadde finché intorno al 430 formò con Sibari e Caulonia la cosiddetta Lega Italiota, che venne sconfitta nel 383 a. C. da Dionisio I di Siracusa. Nel 296 Crotone fu assoggettata da Agatocle. I Romani la aiutarono contro i Bruzi, ma la conquistarono nel 277. Durante la seconda guerra punica Annibale vi tenne i suoi accampamenti invernali per tre anni e di qui si imbarcò per l'Africa nel 203. Nel 194 a. C. vi fu dedotta una colonia romana, ma la città non risorse. Nel Medioevo Crotone fu sede di un presidio bizantino e nel 1284 fu concessa dagli Aragonesi ai Ruffo di Catanzaro. Carlo V le concesse ampi privilegi, ne fece restaurare il castello e ne potenziò il porto. Gravemente decaduta nei sec. XVII e XVIII per lotte politiche e malaria, saccheggiata dalle bande del cardinale Ruffo (1799), fu poi presa e spogliata da Inglesi e Francesi (1806).A partire dal 1973, varie campagne di scavo nel sito della Crotone attuale hanno portato alla luce le tracce di numerosi monumenti della città antica. È stato così possibile ricostruirne la pianta, articolata in tre quartieri, ciascuno con impianto urbanistico regolare. Delle necropoli, che circondavano l'abitato, ne è stata esplorata una, in contrada Carrara, che ha dato vari materiali d'epoca greca. Nei pressi di Crotone, a Capo Colonna, si trovano le rovine del grandioso complesso di edifici che costituivano il santuario di Era Lacinia, del cui famoso tempio dorico, decorato dalle pitture di Zeusi, rimane oggi solo una colonna. Recenti scavi stanno mettendo in luce case romane con mosaici. Nella città moderna, i cui principali monumenti sono il duomo e il castello, entrambi del sec. XVI, si trova anche un interessante antiquarium che raccoglie la documentazione archeologica del territorio. |